Il nuovo Vogue Italia: cos’è cambiato?

Vogue Italia - versione digitale
Il numero di Luglio nella versione digitale

È difficile immaginare il cambiamento in un’istituzione. Una nuova veste, nuovi nomi, per qualcosa che non solo ha una propria forte identità, ma è talmente grande e importante da influenzare tutto l’ambiente che lo circonda.
Quando lo scorso dicembre ci ha lasciati Franca Sozzani, ho inevitabilmente pensato a Vogue Italia, cosa sarebbe cambiato, quali sarebbero state le nuove scelte editoriali. Non è facile ereditare una storia così imponente fatta di successi e di un carattere quasi autoritario. Il cambiamento sarebbe stata sicuramente la chiave giusta perché, come molti affermano, Franca era Vogue.

Così è arrivato il nuovo numero di Vogue diretto oggi da Emanuele Farneti, già direttore di GQ per Condé Nast. Ho potuto sfogliare la versione digitale ed ecco le tre cose che ho apprezzato di più.
Prima tra tutte la nuova impostazione grafica. Non stravolge ciò che noi già conosciamo, ma mostra tutti i contenuti con linee semplici, pulite, ordinate e dinamiche. L’impaginazione è chiara e “netta”, quasi rilassante, il che aiuta molto nella lettura e nel mettere in risalto poche cose giuste, nel posto giusto.

Mi è piaciuto molto anche il “taglio” degli articoli, per lo più brevi ma mirati. Ho trovato tipologie e contenuti molto differenti ma con uno stile univoco. Divertente il “questionario” a Paolo Sorrentino, toccante l’intervista a Naomi Campbell a vent’anni dalla scomparsa di Gianni Versace, curiosa e interessante la storia di Photoshop dalla prima foto nell’87.
Anche gli articoli ora sembrano più dinamici, sempre ricchi di contenuti, dettagliati e di qualità, ma con uno stile che sembra quasi avvicinarsi a quello dei blog (quelli di un certo livello eh! 😛 ).

Ultimo, ma non per importanza, lo stile di tutto il magazine. Vogue è rinnovato, ma non perde il suo carattere. Sembra più al passo con i tempi, ma non nel contenuto, piuttosto nella forma. Al passo dei tempi di letture più veloci, che arrivino subito al punto, in un’epoca in cui va tutto freneticamente veloce, le home di Facebook sono le nuove riviste sovraccariche di notizie e contenuti di qualsiasi genere, e c’è sempre più bisogno di qualcosa di meglio.

Vogue sembra così continuare a essere un punto di riferimento e ispirazione per molti, se non per tutti, in un modo o nell’altro. Con le sue grandi e fantastiche pubblicità (perché su Vogue sono sempre state belle anche quelle!), tutti i trend del momento, le immagini dei più grandi fotografi, le storie più inclusive in un mondo che rimane a scandire il tempo su (quasi) tutto, quello della moda.

Complimenti a Condé Nast per la scelta e a Emanuele Farneti per il coraggio e per un editoriale libero da romanticismi melensi ma con uno sguardo fermo in avanti che apre  un nuovo capitolo, senza indecisioni (e detto da una romanticona nostalgica come me, è tanto! Eheheheh).
Voi come avete trovato questi cambiamenti?

G.

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