Quando un cittadino si vergogna della propria città #life

ImmagineQuesta sera purtroppo non vado a dormire felice. La mia città, Pescara, per molti versi continua purtroppo a deludermi e soprattutto lo fa il silenzio che la circonda, dentro cui muoiono fatti gravi. Questa volta ho voluto scrivere alla redazione de Il Centro, quotidiano abruzzese, per parlare della mia indignazione e vi dico qui cosa gli ho mandato…

Ho sempre trovato difetti nella mia città e mi sono sempre conseguentemente definita esagerata nel farlo, ma oggi mi trovo oramai a ritenermi fortunata per essere una studentessa fuori sede che non vive più ogni giorno nei disagi (e sto facendo il confronto con Roma, posto tutt’altro che facile!). Dopo aver visto Pescara in ginocchio per la pioggia, cosa a mio parere inaccettabile, per la neve, con strade principali che non venivano minimamente toccate, per i Piani Urbani del Traffico e della Mobilità, che portano solo alla disperazione, continuo a vederla umiliata dall’inciviltà e dall’illegalità. La questione Sicurezza sembra non interessare molto, anzi vede un silenzio generale anche davanti a negozi che chiudono, stanchi di subire rapine impunite. Piuttosto si scelgono il colore e la fantasia per la pavimentazione delle vie pedonali in centro. Quelle vie in cui ci sono negozi accusati di riciclaggio che chiudono, ma momentaneamente, perché loro sanno come salvarsi. Allora via alle barbarie, tanto non c’è rispetto né valore, economico o affettivo. Nell’arco di 3 settimane mi sono state rubate tre biciclette, la prima non so in quale momento esatto, le ultime due insieme, in pieno giorno. Ma, nonostante dovremmo comunque indignarci anche di un episodio del genere a cui invece ci hanno “abituati” (sebbene sia pur sempre un furto, atto penalmente punibile), non è questo il fatto più grave. La vergogna ulteriore è che sia accaduto all’interno di un condominio con dei cancelli. Ecco l’anticamera dei più temuti (e taciuti) furti in casa. Cosa dovrei aspettarmi? Che la mia famiglia si ritrovi un delinquente sul pianerottolo? Che qualche incivile mi aspetti lungo le scale? Che qualcuno venga aggredito? Sono iscritta alla facoltà di Giurisprudenza, che esiste non perché le leggi vengano studiate, ma applicate, e conseguentemente non so accettare la noncuranza e l’omertà che conseguono solitamente a questi fatti perché ritenuti “meno gravi”, l’arrendevolezza davanti ad un sistema che non funziona, una politica fatta di solo marketing e le regole create ad personam per dei capricci. Non possiamo puntare il dito contro nessuno? Va bene, ma chi sta al di sopra dovrebbe evitare il più possibile che certe cose accadano. Allagamenti, strade impraticabili, traffico insostenibile, mezzi pubblici inadeguati…e la delinquenza? Non tutti i reati si possono arginare purtroppo, per alcuni ci sono soluzioni palliative, ma a volte si possono prevenire o almeno attenuare. Qual è il comune denominatore della maggior parte dei delinquenti? L’ignoranza! Allora si arriva all’ennesima piaga, quella delle scuole che non hanno mezzi né economici né legali, che diventano succubi del sistema e di famiglie a loro volta prepotentemente ignoranti, e che a volte vengono attaccate dall’amministrazione stessa per attività culturali e formative “scomode” (avvenimenti a mio parere definibili di stampo mafioso). La nostra città si riempie di manifestazioni per combattere il degrado del nostro Stato, ma dovremmo partire da molto più vicino prima di tentare battaglie contro i “Grandi Potenti”. Non voglio lamentarmi per una bicicletta (anzi 3), a prescindere dal valore affettivo ed economico, ma DEVO parlare di quello che succede, DEVO oppormi all’irragionevole, non devo sopportare, come nessuno dovrebbe farlo! Il dovere di un cittadino non è solo quello di andare a votare, ma quello di vivere la propria città, non sopravviverci, quello di renderla vivibile e accettabile, di far valere i propri diritti e di alzare la voce perché sia possibile. L’indignazione per l’eliminazione dell’Educazione Civica dalle scuole è per questa ignoranza che ne consegue, perché ci sono persone che non conoscono la Costituzione, che non conoscono i loro doveri, i limiti che gli sono imposti e non sanno come far valere i propri diritti. In tutto ciò un’Amministrazione Comunale dovrebbe lavorare e lottare perché si possano raggiungere i migliori risultati in tutto, perché tutti sappiano, perché tutti possano avere un valore e una dignità e perché un cittadino possa essere fiero di risiedere in quella città.

Spero che questo “sfogo”, se così vogliamo definirlo, venga pubblicato, ma non per chissà quale gloria, piuttosto perchè venga letto e risvegli qualche coscienza, non politica, ma di tutti noi semplici cittadini che, come ho scritto, dovremmo poter vivere serenamente la nostra città, non sopravviverci.

G.

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